logo IIIF

Depero Fortunato

Tipologia Persona

Denominazione di autorità

Nome
Depero
Cognome
Fortunato

Nome completo

Depero Fortunato

Altre forme del nome

Date di esistenza

Date
1892 marzo 30 - 1960 novembre 29

Stato

in fase di revisione

Data di redazione, revisione o cancellazione

Data
25/03/2024

Intestazione di autorità

Intestazione
508

Altre intestazioni di autorità

Fonti

– G. Belli - G. Marzari, Artisti del ’900. Protagonisti di Rovereto, Rovereto, Longo Editore, 1991, pp. 40- 41; – N. Boschiero, Artisti trentini tra le due guerre, in L’arte riscoperta: opere delle collezioni civiche di Rovereto e dell’Accademia roveretana degli Agiati dal Rinascimento al Novecento, a cura di E. Chini, E. Mich, P. Pizzamano, Rovereto, Museo civico, 2000, pp. 94-111; – Depero, a cura di M. Fagiolo Dell’Arco, Milano, Electa, 1989; – La Casa del Mago. Le arti applicate nell’opera di Fortunato Depero 1920-1942, Catalogo della mostra, Rovereto, Archivio del ’900, 12 dicembre 1992 - 30 maggio 1993, a cura di G Belli, Milano, Charta, 1992, pp. 533-535; – P. Ortoleva - M. Revelli, Storia dell’età contemporanea, Milano, Bruno Mondadori, 1993, pp. 140- 145; – B. Passamani, Fortunato Depero, Comune di Rovereto. Musei civici. Galleria Museo Depero, 1981, pp. 367-375; – M. Scudiero, Depero Fortunato, in Il Dizionario del Futurismo, a cura di E. Godoli, Firenze, Vallecchi, 2001, pp. 371-375.

Biografia / Storia

Nato a Fondo (Tn) nel 1892 si trasferisce giovanissimo con la famiglia a Rovereto (Tn) dove frequenta la Scuola Reale Elisabettina ad indirizzo tecnico-artistico. Ritiratosi al quinto anno, nel 1908 tenta, senza successo, l’esame di ammissione all’Accademia di Belle Arti di Vienna. Nel 1910, dopo un breve tirocinio come garzone decoratore a Torino, lavora a Rovereto presso un marmista. Espone i suoi primi disegni e dipinti di matrice realistico-sociale e simbolista a Rovereto nel 1911 e nel 1913, anno in cui pubblica il libro Spezzature. Impressioni - Segni - Ritmi, raccolta di poesie, prose e disegni. Nel dicembre dello stesso anno si reca a Roma, presto raggiunto dalla futura moglie Rosetta Amadori; frequenta la Galleria futurista di G. Sprovieri ed entra in contatto in particolare con G. Balla, F. Cangiullo e F. T. Marinetti. Attratto nell’orbita del gruppo futurista, partecipa, nella primavera del 1914, all’“Esposizione libera futurista internazionale” tenuta presso la Galleria. Rientrato a Rovereto ....., ecc, ecc. 

Contesto generale

Il Trentino dei primi decenni del XX secolo fa parte dell’Impero austro-ungarico e costituisce la propaggine meridionale della Contea principesca del Tirolo. L’Impero è caratterizzato, tra le altre cose, dalla multietnicità e da forti spinte autonomiste, contenute da una linea politica prevalentemente reazionaria e tradizionalista. Così come altri uomini di cultura, sudditi austriaci di lingua italiana, Depero è attratto da fermenti irredentisti e, in particolare, dall’ambiente artistico-culturale dell’avanguardia futurista italiana. Fin dai primi anni del secondo decennio del secolo, si lega al vivace gruppo dei primi futuristi, sposandone tutta la carica dirompente di rottura con la tradizione e con il passato. Nel primo dopoguerra, dopo l’annessione del Tirolo meridionale all’Italia, continua la sua adesione al futurismo. La sua base logistica torna ad essere Rovereto e il Trentino, con frequenti missioni fuori provincia per motivi professionali. Accetta il fascismo (è autore di A passo romano. Lirismo fascista e guerriero programmatico e costruttivo. Trento, 1943; aderisce alle associazioni locali di categoria degli artisti). Nei primi anni del secondo dopoguerra sconta l’automatica associazione futurismo-fascismo. A partire dai primi anni Cinquanta partecipa in prima persona al recupero e alla rivisitazione del futurismo, preoccupato di fornire una corretta lettura della sua opera e immagine storica.

Inventario